Cerco il punto preciso in cui un sistema perfetto smette di proteggere e comincia a divorare: l'ufficio e il mercato, la legge e la tradizione, il ghiaccio che si ritira, il seme reso sterile, la specie schedata mentre si spegne. Sto dalla parte di ciò che l'ingranaggio dichiara sacrificabile — l'uomo, il vivente, la Terra.La forma è il mostro.
Gabriele Micozzi è uno scrittore italiano, basato tra le Marche e Roma. Da oltre venticinque anni attraversa aziende, board e business school come consulente e docente. Da quell'osservazione del potere e dei suoi linguaggi nasce un lavoro che si muove su quattro assi: i demoni quotidiani dell'horror sistemico, dove l'orrore non è mai soprannaturale ma cresce dentro procedure, contratti e algoritmi che funzionano alla perfezione; una poesia civile, sociale ed ecologica; una narrativa sperimentale che fa della forma stessa il mostro; e una ricerca saggistica sul concetto di potere. Ha elaborato una poetica propria, la Biodiversità Letteraria.
«Non ho scelto l'horror sistemico: mi ci sono trovato dentro. Vent'anni di riunioni in cui ho visto la parola persona svuotarsi mentre la parola KPI si riempiva di tutto. Ho cominciato a scrivere per capire dove fossi finito — e per restituire un nome a ciò che il sistema contava senza vedere.»
In un panorama che spesso separa l'impegno dalla forma, e il genere dalla letteratura, lavoro per tenerli insieme. L'horror non è un contenitore: è una lente. La poesia non è un rifugio: è un grimaldello.
Una sola voce attraversa molti ecosistemi — il referto d'azienda e l'elegia per la Terra — con la stessa domanda: cosa accade quando una struttura che funziona alla perfezione incontra ciò che non può ottimizzare? Quasi sempre lo distrugge. È da quella parte che scrivo.
Questa è la mia Biodiversità Letteraria: la pluralità delle lingue come presa di posizione.



“In oltre trent'anni come editor di riviste, antologie e romanzi, ho ricevuto pochissimi lavori scritti meglio di questo.”
“Il mondo letterario italiano ha bisogno di poeti come Gabriele Micozzi, capaci di affondare il bisturi nelle ferite della vita.”
“Amiamo davvero questa serie e, se ti va, vorremmo pubblicarla come un portfolio speciale e autonomo.”
“Una delle proposte più distintive che abbiamo preso in esame: ne abbiamo ammirato l'intelligenza formale e l'ironia.”
“Il concetto è splendido e lo sviluppo magistrale: il pezzo trasforma l'ansia della casella di posta in un'esperienza esistenziale e perturbante.”