DOSSIER D'AUTORE

Gabriele Micozzi

Il marchio di Gabriele Micozzi: un toro dentro un ottagono, disegnato a pennello

Chi firma

Gabriele Micozzi, ritratto in bianco e nero davanti alla sua libreria

Vivo tra il cielo e il mare, dove il Conero si accende di corbezzoli. Studio le parole come lassù si guardano le piante, cominciando dalla radice.

Scrivo sempre per salvarmi. Scrivo delle prigioni in cui l'uomo diventa bestia, e delle bestie che una notte gli riportano indietro l'umanità. Ho cura di ciò che è diverso, debole, raro, fragile, e che un mondo ordinato chiama scarto. All'omologazione oppongo quello che ho visto fare alla terra quando la si lascia in pace: molte specie, molte lingue, molte forme, e dentro ogni persona più di una vita.

Ho imparato le colline da Mario Giacomelli, che le fotografava dall'alto come pagine scritte; la cancellatura da Emilio Isgrò; il dubbio da Kafka. Dal cinema ho preso due cose che non restituisco: la metamorfosi da Miyazaki, e da Wenders il modo di guardare gli uomini dall'alto senza giudicarli. Ne amo infiniti altri, e vorrei una vita per ognuno di loro.

Non so tenere separate le forme. Metto il verso accanto al saggio, l'inquadratura accanto alle linee che i campi disegnano sulle colline; se potessi, nelle poesie metterei anche il suono. Ne vengono versi civili ed ecologici, saggi che cercano un orizzonte, racconti e romanzi di metamorfosi: verso l'inferno, o verso la luce.

Ho fiducia nell'uomo. È l'unica cosa che non posso documentare.

Bio per la stampa

Gabriele Micozzi è poeta, narratore e saggista. Vive tra Milano, Roma e le Marche. Nel 2026 la rivista americana ballast ha costruito un intero numero intorno ai suoi testi sperimentali. I suoi lavori sono usciti o sono in uscita in sedici paesi, su Asymptote, Bellevue Literary Review, Strange Horizons, American Poetry Journal, The Intima, Cha (Hong Kong), Kitaab (Singapore), Poetry Lab Shanghai (in traduzione cinese), Ta Adesa (Ghana) e The Wise Owl (India); le sue poesie visive su Cathexis Northwest Press, 34thParallel e Double Dutch (Paesi Bassi). È nella rosa dei candidati al Pushcart Prize di Open: Journal of Arts & Letters ed è stato selezionato al Bath Flash Fiction Award 2026. Ha pubblicato le raccolte Peccati, Perversioni, Preghiere (AttraVerso), Erosferica (Transeuropa) e Appunti dalla Divina Tragedia (GFE). Insegna alla LUISS Business School di Roma.

Rilasciato il 6 ottobre 2026 · in carta libera

Certificato di esistenza in vita

Si certifica che l'essere umano, alla data odierna, risulta ancora presente.

Si rilascia in poesia, in racconto, in saggio e in immagine, per tutti gli usi consentiti dalla speranza.

Gabriele Micozzi

Dove è stato pubblicato

Passa sopra un punto — o toccalo — per vedere le riviste

  • New York · Pawling, New York · Wayne, Pennsylvania · Stati Uniti The Intima · Gotham Literature · BALLAST Journal · American Poetry Journal · ONE ART
  • Great Falls, Montana · Stati Uniti Open: Journal of Arts & Letters
  • Stati Uniti Space and Time Magazine · The Literary Hatchet · parABnormal Magazine · Hare's Paw Literary Journal · Heavy Feather Review · Cathexis Northwest Press · 3Elements Review · HEXFILED · e altre 4
  • Parigi · Francia 34thParallel Magazine
  • Londra · Nottingham · Bath · Regno Unito The Ecological Citizen · M58 · Bath Flash Fiction Award
  • Regno Unito Strange Horizons · Griffel
  • Berlino · Germania Beyond Queer Words
  • Steenbergen · Paesi Bassi Double Dutch magazine
  • Højby · Danimarca TOB (The Other Bunny)
  • Italia ProelioLab · Rivista BLAM · Il Paradiso degli Orchi · Il Foglio Letterario · The Open Doors Review · Risme · Offline · Terranullius · e altre 3
  • Taipei · Taiwan Asymptote
  • Shanghai · Cina Poetry Lab Shanghai
  • Hong Kong · Hong Kong Cha
  • Singapore · Singapore Kitaab
  • Giappone Kaidankai
  • Nuova Delhi · India The Wise Owl
  • Melbourne · Australia Horror Sleaze Trash
  • Ghana Ta Adesa
  • Canada WILDsound / Novel Writing Festival
  • Nigeria African Writer Magazine

Per tutti gli usi consentiti dalla speranza

Scrivo dei luoghi in cui l'uomo viene amministrato. Un ufficio dove una persona diventa una pratica. Un mare dove un nome diventa un numero di sbarco. Una montagna dove il ghiaccio viene iscritto a bilancio come una perdita qualsiasi. Sono inferni tranquilli: hanno un orario, un protocollo, un responsabile del procedimento, e nessuno vi alza la voce. Li conosco: per anni ho scritto anch'io documenti che decidevano delle persone.

Poi ho cominciato a scrivere le persone, e ho scoperto che il documento era la forma giusta, a patto di tradirlo. Prendo un certificato, un verbale, una busta paga, una mappa, e ci rimetto quello che avevano lasciato fuori: una nonna rimasta in paese, un pesce visto vivo l'ultima volta nel 2003, una paura che non ha codice. La chiamo parola applicata, come si dice delle arti che lavorano sugli oggetti d'uso. Un certificato di smaltimento può diventare un'elegia. Un termometro può misurare la febbre di un'epoca.

Non ho mai saputo restare in una sola forma, e ho smesso di considerarlo un difetto il giorno in cui ho guardato una collina coltivata a una sola specie. Rende di più, si conta meglio, e muore tutta insieme. Le cose da salvare sono molte e ciascuna chiede il suo strumento: la poesia quando serve esattezza, il racconto quando serve una vita intera, il saggio quando il potere va chiamato per nome, l'immagine quando le parole da sole mentirebbero. A questa necessità ho dato un nome, Biodiversità Letteraria. Riguarda le pagine e riguarda le persone, che hanno più biografie di quante un sistema sia disposto a registrarne.

Chi mi legge trova molta violenza, molta distruzione, molta indifferenza. Vorrei che trovasse anche la ragione per cui le scrivo. Si denuncia soltanto ciò che si crede possa cambiare; il resto lo si consegna al silenzio. In ognuno di quegli inferni, a un certo punto, qualcuno fa una cosa che la procedura non prevede. Tiene aperta una porta. Dice un nome ad alta voce. Spezza il pane. Insegna il cielo a un altro. Scrivo per arrivare a quel gesto, e tutto il buio che viene prima è la strada.

Il patto

A chi legge devo tre cose. I numeri che cito sono veri e si possono controllare. Le persone reali di cui scrivo, i morti in mare, le nonne rimaste, i licenziati, non vengono usate: vengono nominate. E nessuna pagina è scritta per piacere al potere che descrive.

Dalla pagina

Prima le pagine dei libri usciti. Poi quelle dei libri che ancora aspettano, così come sono nei manoscritti. In fondo, alcune pagine scritte soltanto per questo posto.

01

Il dono della speranza sporca

Non vi dono speranza con le ali lucide,
da poster motivazionale e denti bianchi.
Vi dono speranza con le unghie nere:
quella che cade, si rialza,
e non chiede scusa per il fango.

Siate radici.
Quelle che lavorano nel buio,
spaccano il cemento dal basso
con pazienza da animale antico,
millimetro dopo millimetro,
senza pubblico, senza selfie.

letto dall'autore

da Appunti dalla Divina Tragedia (GFE) · «Tre doni per i figli del futuro», estratto

02

Cena contadina (Italia, 1897)

La madre ha le mani rosse
di bucato e brace.
Si siede solo quando tutto è al suo posto.
Mangia quello che resta.
È sempre stata così:
prima gli altri,
poi il corpo.

Il nonno racconta una battaglia.
Ma nella testa gli torna un’altra guerra:
la pelle della Maria,
quel bacio rubato dietro la stalla,
fieno bagnato e promesse
che la vita ha mangiato per prime.

letto dall'autore

da Appunti dalla Divina Tragedia (GFE) · estratto

03

Telegrammanza

BASTIMENTO CONTE ROSSO STOP
PER CHI RESTA È BALENA NERA STOP
INGHIOTTE CHI AMI STOP LO RISPUTA DALL'ALTRA PARTE DEL MONDO STOP

LUI SALE STOP LEI RESTA STOP
IL BAMBINO LO VEDE DIVENTARE PICCOLO STOP
POI UN PUNTO STOP POI NIENTE STOP

letto dall'autore

da Appunti dalla Divina Tragedia (GFE) · Porto di Napoli, 1921, incipit

04

Laguna (2099)

Gorilla (voce di marea):
«Piàntelo. Dove ghe era el muro.
Tintoretto ga dipinto el Paradiso su sta cità
parché el Paradiso no te lo dà nissun: te lo inventi.
Mi no dipinzo el Paradiso.
Mi seppelisso l’Inferno.

Finché ghe sarà uno che pianta — mi tornerò.
Finché ghe sarà uno che varda — mi no morirò.»

da Appunti dalla Divina Tragedia (GFE) · il Gorilla parla in veneziano

05

Gola (alias: fame di me)

La fame non era nello stomaco.

Era nei messaggi non letti,
nelle cene senza sguardi,
nella voglia di mordere
qualcuno che restasse.

E ogni sera, davanti allo specchio,
mi chiedevo:
quanti chili pesa la tua solitudine?

Non era gola.
Era nostalgia dell'incontro.

da Peccati, Perversioni, Preghiere (AttraVerso) · chiusa

06

Chi si gira dall'altra parte

Hai visto.
No.
Hai intravisto.
Hai notato.
Hai percepito.
E poi hai girato la testa.
Crac.
Il rumore del tuo collo è diventato
l’inno nazionale dell’indifferenza.

da Peccati, Perversioni, Preghiere (AttraVerso) · incipit

07

Il salmo apocrifo del futuro

E quando tutto sarà finito,
ci sarà un secondo Inizio.
Non ci saranno like.
Solo occhi.
E mani.
E forse
una carezza.

da Peccati, Perversioni, Preghiere (AttraVerso) · strofa 10

08

Assentismi

Prendimi per mano babbo
Mi sei mancato quando c’eri
Ti fuggivo e combattevo

Carne della mia Carne
Perché non mi hai dato un
sorriso schiaffoso per
svegliarmi?

Ogni forza genera forza
uguale e contraria.
Amore non capito genera
odio.

Odio non genera fame
d’amore.
Soli ci siamo persi.
Naufraghi della vita.

da Erosferica. Incantesimi & Icone Pop (Transeuropa)

09

Agendologia

9:00: svegliarsi.
9:05: rimpiangere di essersi svegliati.
12:00: fingere di esistere.
18:00: cancellare la prova.

da Erosferica. Incantesimi & Icone Pop (Transeuropa)

10

Il rispetto

Saggistica

La biodiversità, invece, è resilienza. Dieci vitigni diversi significano che se uno soffre, altri nove prosperano. Terroir diversi significano adattabilità.

I vignaioli migliori del mondo non sono quelli che "dominano" la natura. Sono quelli che ascoltano il terroir e lo esaltano.

Ascoltano cosa la terra vuole dire. Ascoltano cosa l'annata richiede. Ascoltano cosa il vitigno naturalmente esprime. E poi, con sapienza e umiltà, aiutano il terroir a esprimere la sua voce più autentica.

da Wine Power (Aliberti / Wingsbert House) · due passi

11

Biodiversità

Nessun frutto è mai nato
da un solo seme
La foresta non chiede il passaporto alla pioggia.
Il lichene ama la pietra che non gli somiglia.
L'orchidea cresce nel buio e chiama luce ciò che trova.
Il corallo costruisce cattedrali con miliardi di diversi
che non si sono mai visti in faccia eppure respirano insieme.
La biodiversità non è una gentilezza della natura:
è la sua lingua madre. Ogni specie è una parola.
Togli una parola e la frase perde senso.
Togli abbastanza parole e resta solo il silenzio.
E il silenzio, in natura, ha un solo nome:
estinzione.
[…]

da poesia inedita

12

Ogni notte muoio

Ogni notte muoio.
Non un poco. Del tutto.
Lascio le scarpe vicine alla porta
come un uomo che non tornerà.
Il sonno è una fossa che scavo con le palpebre.
Ci cado dentro senza nome,
senza la faccia che mi metto addosso
ogni mattina davanti allo specchio
per sembrare uno che tiene.
Nel sonno non servo a nessuno.
Ed è l’unica ora in cui mi assento.
Poi la sveglia
quel macello gentile
e il cuore che riparte prima della ragione.
I piedi nudi sul pavimento
come radici che cercano terra nel cemento.
L’acqua sulla faccia
un battesimo
che nessun dio ha ordinato
e che il corpo celebra da solo.
Rinascere non è un miracolo.
È la bestia dentro che si alza
quando la mente vorrebbe restare morta.
È mettere il caffè sul fuoco
con le mani di ieri addosso
e gli occhi già puntati sul danno di oggi.
Chi si sveglia ogni mattina
è più forte di chi non ha mai chiuso gli occhi.
Perché ha visto il buio dal di dentro.
Lo ha respirato. Lo ha lasciato entrare.
E poi ha scelto la luce
senza nessuna prova che esista.

da Di Versi

13

Le madri

Le madri fanno una cosa sola
e la fanno tutte allo stesso modo,
in tutte le lingue del bacino:
tengono aperto.
Un fascicolo, un numero, una stanza,
un posto a tavola, una telefonata delle undici.
Non è speranza.
La speranza si consuma in due anni
e nessuna di loro ne ha ancora consumata.
È manutenzione.

da Migrazioni Mediterranee. Il catalogo dei nomi provvisori

14

Inventario degli effetti personali

Un sacchetto di plastica dentro un altro sacchetto di plastica.
Un foglio ridotto a poltiglia con tracce di inchiostro blu.
Un pettine.
Una chiave.
Un preservativo nella confezione, intatto.
Una fotografia illeggibile.
Una banconota di un Paese confinante.
Un biglietto con un numero di telefono italiano.
Questa lista è la sola biografia disponibile.
Si legge in undici secondi
e contiene una persona
che ha impiegato ventisei anni
a diventare qualcuno
che portava con sé
proprio queste cose e non altre.

da Migrazioni Mediterranee

15

Diciannove chiavi

Non si portano le chiavi
per tornare.
Si portano
per non aver ancora deciso.

da Migrazioni Mediterranee

16

Ricetta

Il pomodoro è americano.
Il grano duro è mediorientale.
Il peperoncino è americano.
La melanzana è indiana.
L'arancia è cinese.
Il caffè è etiope.
Il basilico è indiano.
La cucina che difendiamo dalle contaminazioni
è, per intero,
il risultato di contaminazioni
riuscite bene.
Ci abbiamo messo quattrocento anni
a chiamarla nostra.
Ne concediamo dodici
a un ragazzo di Bamako
prima di dire che non si integra.

da Migrazioni Mediterranee

17

Microplastiche

Il sacchetto si crede medusa.
La medusa gli crede.
E l'albatro insegna ai figli
il nostro alfabeto di tappi.

Mia nonna lavava la plastica nell’acqua bollente,
convinta di lavare.
Non so quanta ne ho mangiata
scambiandola per la sua cura.

Dentro ognuno di noi, adesso,
un piccolo mare
che sa di scaffale
e non conosce il sale.

da Inventario del Vivente · chiusa

18

Buonanotte, bocca di plastica

Nel 2022 hanno trovato plastica nel sangue.
Nel settantasette per cento dei campioni.
Nel 2024 in tutte le placente.
Tutte.
Come se i figli nascessero già imballati
dentro il cellophane dei padri.
Esiste una parola che non troverai in nessun vocabolario:
Plasticìdio.
L’omicidio lento, gentile, al gusto menta,
che compi su te stesso
due volte al giorno
davanti allo specchio.

da Cronache dall'Antropocene · estratto

19

Verdanza

Verdanza assolata accende l’odore di prato tagliato.
Annusanza forticosa d’api e scintille assopite.
Fioranza di prato vitoso, di volatili versosi.
ViViViDiDi.
Vivenza oltre l’apparenza.
E io divento al centro di questa attraversanza.
Mi lascio qui sciogliere,
tra ogni udienza che si dilegua.
E solo, al centro, io del mio mondo verdoso,
massaggio la mia sostanza.
Tre verzellini zampillano la pimpinella.
Un bambino attraversa un prato
della vita come campanella.

da La Cura. Emozionario del corpo e dell'anima

20

Conero. La curva del silenzio

Là dove il monte si piega per baciare il mare,
nasce un silenzio che sa di eternità gentile.
Le onde respirano dentro le ginestre,
e il cielo diventa uno specchio che ascolta.
Il Conero è un punto di sospensione tra due respiri.
Qui la bellezza non vuole essere capita:
chiede solo di essere guardata, come un volto amato dopo anni.
Chi si ferma capisce: la calma è un dono del paesaggio.

da MarcheTherapia

21

Preghiera dell'accensione

Non darmi luce.
La luce è per chi guarda.
Dammi fuoco,
che è per chi crea.
Liberami dal sonno elegante
del verrà il momento.
Il momento non viene.
Si fonda.
E se un giorno dovrò bruciare,
che sia per aver acceso,
non per aver atteso.
Fa' che io sia
non ciò che posso,
ma ciò che accendo.

da Ingegneria del Potere · poesia d’apertura

22

Testamento d'Orca Pazienza (ma so' 'na balena)

Li vecchi raccontaveno
che 'na vorta le balene
cantaveno storie lunghe tremila mija.
Mo' cantamo solo quattro note:
Aiuto. Dove sei. Fa male. Ho paura.
Come 'n telefono scarico
che cerca campo in mezzo ar Pacifico
e trova solo er proprio fiato.

Lasso er core a chi se lo vò pijà.
Chiedo solo che nisuno dica
«Era solo 'na balena».
E prima de morì, famme spiaggià a Fregene,
che armeno li romani me piàngeno
mentre magnano er cocco ar sole.

da Inventario del Vivente · estratto

23

Antro' po' ce ne anniamo

E mo che arriva er conto —
l'ape che nun ronza,
er ghiaccio che se squaja,
l'estate che te brucia le mano —
sai che famo?
Antro', po' ce ne anniamo.

Ce ne anniamo su Marte, dicheno li ricchi,
co' li razzi che sanno de fine der monno.
Ce ne anniamo a piedi, dicheno li poveri,
cor mare che ce sale drento casa.
Ce ne anniamo tutti, chi prima chi dopo,
e lassamo la luce accesa
pe' nisuno.

da Inventario del Vivente · congedo, estratto

24

Io so' Briciola

Monologo

C'è 'n regazzino che passa tutti li giorni. C'ha quarcosa che voi chiamate "sindrome". Nun so quale. Voi je date tanti nomi. Pe' me è solo Marco.

Marco cammina strano. Parla strano. Ride troppo forte.

Ma sapete che fa Marco?

Ogni vorta che me vede, se ferma. Se mette in ginocchio — e pe’ lui è fatica, eh. Me guarda nell’occhi. E me dice: «Ciao bello. Come stai VERAMENTE?»

VERAMENTE.

In quattordici anni de vita, Marco è l'unico che m'ha chiesto come sto VERAMENTE.

L'artri me buttano 'n pezzo de pane e via. L'artri manco me vedono. L'artri c'hanno fretta.

Marco no. Marco c'ha tutto er tempo der monno. Perché Marco vive in 'n tempo diverso. 'N tempo che voi avete perso er giorno che avete inventato l'orologio.

da De Versi. Er monno visto da chi nun giudica · monologo di un cane di strada, estratto

28

Humus. Forme di vita non conformi

Romanzo inedito · La cripta

I gradini erano coperti da resina termica: il regime sigillava l’antico per renderlo «efficiente». Ma nelle fessure qualcosa cresceva.

Adiantum capillus-veneris, il capelvenere. Le fronde cercavano la poca luce lungo i cavi, filamenti verdi sottili come capelli di neonato che spuntavano dalla resina tossica. Tremolavano al passaggio dell’aria condizionata come mani che salutano chi non aspettavano più.

Mi inginocchiai. Toccai una fronda. Era reale.

La cripta. Il sarcofago di Francesco rimosso, «ricollocato», diceva il decreto. Al suo posto l’Unità Centrale di Elaborazione Emotiva: un monolite nero che pulsava a settantadue battiti al minuto, come a mimare la vita che aveva sostituito.

Ma qualcuno era stato lì prima di noi.

Sulle pareti, tra cavi e pannelli di raffreddamento, scritte tracciate con terra mista a succo di bacche, inchiostro vegetale, il più antico del mondo:

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa

Le lettere colavano come lacrime secche. Riscritte, cancellate, riscritte. Qualcuno tornava di notte a riparare ciò che il giorno distruggeva.

E accanto, con grafia più nervosa:

et produce diversi fructi con coloriti flori et herba

Diversi. Fructi. Coloriti. Flori.

Biodiversità. Ottocento anni prima che qualcuno inventasse la parola, un uomo scalzo l’aveva cantata in una cella.

da Humus · romanzo inedito

29

La messa al bando

Romanzo inedito · Documento

Il Giornale dei Sopravviventi, Bank Kong (ex Roma), 9 aprile 2036.

Bando per agricoltori, botanici, artisti e artigiani: «reati di biodiversità e di bellezza».

Con il Decreto N. 27/Ω “Ordine Produttivo”, i nuovi amministratori hanno disposto la messa al bando di chiunque non sia allineato agli standard. Le accuse: “propagazione non autorizzata di specie”, “detenzione di semi non tracciati”, “manipolazione emotiva di massa” mediante immagini, teatro, poesia, manufatti non certificati.

Sono nate nuove fattispecie penali: reato di biodiversità e reato di bellezza. Sementi locali, innesti tradizionali, laboratori di restauro, officine di quartiere, spazi teatrali. Le botteghe sigillate, i vivaisti schedati, i custodi di giardini storici sorvegliati.

“Hanno chiamato sabotaggio quello che per secoli è stato cura”, dice una vivaista con i pollici ancora sporchi di terra. “Mi hanno portato via i bulbi: li hanno pesati come se fossero proiettili.”

da Humus · ritaglio di giornale dentro il romanzo

30

La Cura

Racconto · estratto

Dalle camere del secondo piano, oltre le betulle, si vede il Catinaccio, che qui si chiama anche Rosengarten, perché qui ogni cosa ha due nomi. I letti sono girati verso la porta. Non è una disattenzione. È il protocollo: la posizione consente il controllo visivo dal corridoio senza entrare nella stanza, riduce i tempi del giro notturno di circa quaranta minuti su ottanta ospiti, previene le cadute non assistite. È una buona norma. L’ho vista funzionare. Vuol dire che nessuno guarda le montagne. Vuol dire che ottanta persone stanno sdraiate a guardare una porta.

da Persi. Protocolli di scomparsa · raccolta inedita di racconti

31

La Nebbia

Racconto · estratto

Camminarono ancora. Ogni tanto Fabrizio chiamava il figlio anche se lo aveva dietro, soltanto per verificare che la voce arrivasse dal punto giusto. A un certo punto Tommaso lasciò lo zaino per allacciarsi una scarpa e, quando rialzò la testa, suo padre non c’era. Erano a due metri. Lo chiamò. Passarono tre secondi, forse quattro, abbastanza perché un ragazzo di dodici anni provi a immaginare tutta la propria vita senza la persona che era davanti un momento prima. Poi la voce arrivò da sinistra, mentre lui era sicuro che Fabrizio fosse sceso diritto. «Sono qua. Che fai?» Da quel momento Tommaso camminò con una mano stretta alla cinghia dello zaino del padre. Fabrizio non gli disse di lasciarla.

da Persi. Protocolli di scomparsa · raccolta inedita di racconti

32

Migrazione minore I

Prosa breve

Mio padre ha cambiato paese senza uscire di casa. È successo in circa quattordici mesi. Prima ha smesso di riconoscere i nomi, poi le stanze, poi me. L'ultima volta che gli ho detto chi ero è stato educatissimo: ha risposto piacere, con la mano tesa, come si fa con un ospite che si vuole mettere a suo agio.

Anche quello è espatrio. Anche lì c’è una frontiera, un passaggio, un uomo che alla fine non ha più documenti.

Ho pensato a lungo che fosse la cosa più dura che avessi vissuto, e forse lo è ancora. Ma mio padre è partito da un letto pulito, con la finestra aperta sul cortile, e quando è arrivato dall’altra parte c’era qualcuno che gli teneva la mano e sapeva come si chiamava.

Tengo questa pagina nel libro proprio per questo. Perché si veda dove finisce il paragone.

da Migrazioni Mediterranee

Il FilmBook® è un formato narrativo ibrido in cui poesia, prosa, teatro, diario, scienza e gesto convivono come specie in un ecosistema vivente. Con inquadrature, luci, zoom. Una scena che respira. dal Manifesto di FilmBook® e della Biodiversità Letteraria

33

Sorrisi, in modalità regia

(Apologo finale.)
Interno notte – stanza d’ospedale.
Un malato terminale sorride.
La stanza si accende.
I tubi diventano luci di Natale.
«Sto morendo, certo.
Ma prima voglio accecare di luce
chi pensa che la morte vinca sempre.»
(Chiusura.)
Silenzio.
Primo piano: bocca che sorride.
Il sorriso è un bisturi che opera senza dolore,
chirurgia quantica dell’anima.
Taglia il superfluo,
lascia l’essenziale: brillare nel buio.

da La Cura · apologo finale e chiusura

34

Manifesto della Biodiversità Letteraria

Estratto

La Biodiversità Letteraria è la linfa del mio lavoro e la mia arma contro la standardizzazione editoriale.

Nel giardino linguistico che coltivo, il verso convive con il dato neuroscientifico. L'emozione abbraccia la teoria. La spiritualità danza con la cronaca. Non chiedo permesso ai custodi del canone letterario. Non cerco la benedizione delle accademie che hanno trasformato la poesia in collezione di reperti morti.

Come una farina integrale, la mia scrittura conserva ogni granello, anche quello che la raffinazione editoriale solitamente scarta: l'incompiuto, il margine selvaggio, l'imprevisto che irrompe.

La coerenza, quando imposta dall’esterno per ragioni di mercato, sterilizza.

Io scelgo l’incoerenza viva come fertilità. Il caos vitale come humus creativo.

da La Cura · punti II e VI

35

L'ingegnere esce dalla stanza

Estratto

La terza, la più scomoda. Il potere migliore è quello che si nota di meno. Non perché sia nascosto, perché l'occultamento è manipolazione e abbiamo visto per quattordici capitoli che ha un prezzo, ma perché è così ben progettato da sembrare naturale. Mandela lascia la presidenza nel 1999, dopo un solo mandato, e il Paese che aveva reso possibile continua senza di lui. Non è la prova che ogni problema fosse risolto. È la prova che esisteva una struttura. Quando le cose funzionano, nessuno ringrazia l'ingegnere. Ringraziano il ponte.

da Ingegneria del Potere · epilogo

36

Canzone del raro

Ecologica · in rima

A novembre il monte corbezzola:
rosso di frutto, bianco di fiore.
Chi è solo al mondo non si consola,
però fiorisce. Lo fa per amore

di niente: di un'ape tardiva,
di un vecchio che sale e non coglie.
Tutto ciò che è raro sta in riva
a qualcosa, e trema, e non toglie

lo sguardo. Tu guardalo adesso,
che è inverno e nessuno lo vede:
il fragile è il forte, lo stesso,
visto da uno che crede.

37

Ninna nanna del molo

Civile · in rima

Ninna nanna, ninna oh,
questa bimba a chi la do?

Non la do a chi ci ha imbarcato:
ci ha contati, ha incassato,
e alla prima onda scura
ha scoperto la paura.

Non la do al mare nero,
che ti culla e non è sincero.
Non la do alla nave bianca
che ci guarda, e poi si stanca.

La darò a chi sulla riva
guarda prima se sei viva,
poi domanda se hai mangiato
e che nome ti hanno dato.

Ninna nanna, ninna oh.
Dimmi che c'è. Io non lo so.

38

Tre al giorno

Civile

È uscito alle cinque e venti.
Ha lasciato la luce del bagno accesa,
come sempre,
e come sempre lei ha detto: la luce.

Alle undici il ponteggio
ha fatto quello che fanno le cose
quando costano meno.

In Italia succede tre volte al giorno.
È una media. La media non ha
un caffè lasciato a metà,
una figlia a cui aveva promesso sabato,
quella luce.

Lei non la spegne più.
Chi passa di notte pensa:
c'è qualcuno sveglio.

C'è.

39

Canto dell'ultimo

Ecologica

Kauaʻi, 1987. Un uccello nero
canta la sua metà del duetto
e poi si ferma.

Lascia lo spazio giusto,
la misura esatta
in cui lei rispondeva.

Nessuno risponde.
Lui ricomincia.

C'è un nastro, si può ascoltare:
la frase, la pausa,
la frase, la pausa.
È la cosa più educata
che io abbia mai sentito:
un'intera specie
che aspetta il suo turno
per parlare
e non lo perde mai,
neanche adesso
che non tocca più a nessuno.

40

Toro bianco

Ecologica

Sta nel campo come una frase finita.
Una tonnellata, e non pesa su nessuno.
Potrebbe.
È questo che guardo:
tutta quella forza
che ha deciso di essere erba,
ombra, fiato nel freddo.

Gli uomini che conosco
ne hanno molta meno
e la usano tutta.

43

Vellegna

Racconto breve

Settembre. Le sei. La vigna che fuma.

Il vecchio taglia e non parla. Taglia. La forbice gli ha preso un dito nel settantuno e da allora la tiene come si tiene una bestia che ha già morso. Sangue e mosto hanno lo stesso colore finché non asciugano. Poi no.

Oh frechì. Jó la cassetta.

Il ragazzo ha quindici anni e le mani da città. Suda. Ha le vespe addosso, il moscerìo negli occhi, e bestemmia piano perché il nonno non senta. Il nonno sente e ride senza girarsi. Porca madosca dillo forte, che lu Signore a quest’ora dorme.

A mezzogiorno pane, ciauscolo, il vino dell’anno prima che sa di cantina e di ferro. Mangiano in terra. Il vecchio si guarda le mani. Nere. Appiccicate. Dice che la nonna gliele lavava lei, la sera, nel catino. Una per volta. Che non era una cosa da dire in giro. Che era l’unica ora in cui stavano zitti tutti e due e si capivano. Le dita. L’acqua. La schiena di lei quando si chinava.

Si alza. Che cazzo guardi. Taglia.

Il ragazzo taglia. Si taglia. Guarda il sangue scendere nel grappolo e non dice niente e lo butta nella cassetta con gli altri.

Bravo, dice il vecchio. Mo è vino tuo.

44

Le sei e dieci

Racconto breve

Lei rientra alle sei e dieci. Odore di disinfettante, di altri. Le scarpe in corridoio. Non accende.

Lui è sveglio. Da marzo è sveglio. Da quando la fabbrica ha detto esubero e lui ha detto vaffanculo e poi ha firmato.

Com’è andata.

Ne è morto uno. Quello del letto nove. Mi ha chiesto se pioveva.

E pioveva?

No. Gli ho detto di sì. Gli piaceva.

Si spoglia al buio. Lui la sente più che vederla. La zip. Il fiato. Il sudore di dodici ore, che in quella casa è l’unica cosa che sa ancora di lavoro. Lei gli si stende addosso senza chiedere, e per un po’ non c’è la fabbrica e non c’è il letto nove. Pelle. Sale. Due che si tengono come ci si tiene a una ringhiera.

Dopo lei dice: domani la spesa la fai tu.

Scì.

E smetti di dire che non servi a un cazzo.

Lui non risponde. Fuori schiarisce. Lei dorme già, con una mano aperta sul suo petto, come si lascia una cosa perché nessuno la porti via.

45

La sbarra

Scena e diario

Campo lungo Un parcheggio aziendale, le sei di sera, novembre.

Dal terzo piano vedo le auto andarsene una per volta, come si spengono le finestre di un condominio. Resta la mia e resta, vicino alla sbarra, una cosa bassa e rossa che non è un’auto.

Dettaglio Il badge sul tavolo, a faccia in giù.

Lo hanno disattivato alle cinque. Me l’hanno detto con gentilezza, che è il modo in cui ormai si fa tutto.

Soggettiva La volpe alza il muso verso la finestra.

Non scappa. Mi guarda come si guarda uno che è in ritardo. Poi si volta e passa sotto la sbarra, che per lei non si è mai abbassata.

Dissolvenza

Dal quaderno, ore 3:47. Oggi mi hanno tolto il nome dalla porta e un animale mi ha aspettato. Non so quale delle due cose è il lavoro.

46

Piccolo dizionario delle parole che ho smesso di usare

Saggio in forma di vocabolario
Esubero
Parola con cui si avvisa una persona che è di troppo, senza doverle dire per chi.
Risorsa
Ciò che si estrae. Detto di petrolio, di acqua, di uomini.
Ottimizzare
Togliere finché funziona. Nessuno ha stabilito che cosa.
Scarto
Vedi: varietà.
Omologare
Rendere uguali due cose perché costi meno contarle.
Biodiversità
Il nome scientifico della parola «anche».
Speranza
Verbo. Si coniuga soltanto al presente e alla prima persona plurale.

Poesia visiva

Cinque testi in cui la pagina non basta: la forma è parte di quello che dicono.

25 Ultimo ghiacciaio da Inventario del Vivente · estratto

Guardate come mi cancello, lettera su lettera:

HIMALAYA
HIMALAY
HIMALA
HIMA
HIM
HI
H

poi nemmeno l’eco ha più eco.

26 Lacrime da La Cura · incipit

Acquadondolati.
Lieve scende l’anima.
Lieve.
g.
go.
Goc
Gocc.
eeee.
Gocceeee.
Falle scorrere
Sangue d’acqua
Sgorgano sorgenti

27 Bird Silence Index · The Last Glacier Due tavole da «A Poem in Decline», 2024
Bird Silence Index: un uccello in volo composto interamente di micro-testo, che si sfalda in polvere tipografica
first the flock thins then the morning
silence is not empty it is a census
extinction begins as a missing answer
the sky still opens but fewer voices enter
not all losses make a sound
The Last Glacier: una clessidra di ghiaccio fatta di testo che cola in una goccia d’acqua
the ice remembers what we refused to remember
we called it weather and kept burning
melt is a grammar of loss
the future arrives as water
and we, still learning how to grieve in present tense

Le due tavole inviate dall’autore: a tutta larghezza, una per schermata, apribili a pieno formato.

41 Anelli Da realizzare come tavola grafica
  1. Anello 1primo inverno · nessuno mi ha visto
  2. Anello 2anno di siccità · ho fatto un anello sottile e ho resistito
  3. Anello 3una bambina ha inciso un nome nella corteccia · l'ho tenuto
  4. Anello 4anno di guerra · sotto di me si sono nascosti in tre · non ho detto niente
  5. Anello 5anno buono · pioggia giusta · due nidi · un'altalena · ho fatto più legno che potevo
  6. Anello 6hanno asfaltato fino alle radici · ho bevuto meno · ho fatto ombra lo stesso · nessuno ha ringraziato · non serviva
  7. Anello 7l'estate più calda mai misurata · la più calda · la più calda · la più calda · la più calda · la più calda
  8. Anello 8la bambina è tornata vecchia · ha cercato il nome con le dita · era salito più in alto di lei · l'ho sentita ridere
  9. Anello 9ultimo anello · avevano bisogno di sei posti auto · stavo ancora cresc

Sezione di un olmo
Abbattuto al nono anello. Leggere dal centro, in senso orario.
Ogni anello è un anno. L’ultimo non finisce la frase.

42 Foglietto illustrativo

SPERANZA 500 mg · compresse

Che cos'è
Principio attivo ricavato da ciò che resta.
Indicazioni
Stati di indifferenza acuta e cronica. Riunioni. Telegiornali della sera.
Posologia
Una dose al mattino, prima delle notizie. Nei casi gravi, somministrare a un'altra persona.
Controindicazioni
Nessuna nota. Sconsigliata a chi deve vendere paura.
Effetti indesiderati
Comuni: insonnia, domande. Rari: dimissioni, semina, figli.
Sovradosaggio
Non sono noti casi.
Conservazione
Non tenere fuori dalla portata dei bambini.

Scadenza: vedi certificato.

L'opera

Ogni opera sta in una stanza sola.

Le carte Poesia visiva e documentale 9

Testi che abitano un documento. Moduli, certificati, referti, mappe: li compilo fino al punto in cui cedono, e da lì si comincia a vedere chi c’era dietro.

  • Six Wastesballast · n. 4.3 · USAsequenza, numero monografico
  • Thermometer for a Fever Called HumanCathexis Northwest Press · USA
  • Culology34thParallel · n. 144 · USA
  • Three FormsDouble Dutch · n. 7 · Paesi Bassi
  • ElectrocardiogramM58 · Regno Unito · in uscita
  • Survey of a Mother TongueThe Wise Owl · Indiatre opere visive
  • Protocol for Declaring the Human Still PresentO:JA&L · Hot Button Press · USApamphlet
  • The Office of Human RemainingO:JA&L · USAprosa in forma di documento
  • Partial Transcript — Call 3 of 7 · Voicemail, Not DeletedTOB · Danimarca · in uscitaprose in forma di documento
I vivi Poesia ecologica 4

Poesie per ciò che respira e per ciò che ha smesso. Sotto ognuna sta un numero vero, perché la pietà senza esattezza è un altro modo di distogliere lo sguardo.

  • The SignalPoetry Lab Shanghai · Cinacon traduzione cinese
  • Rights of the EarthThe Ecological Citizen · vol. 9 n. 2, pp. 190-191 · Regno Unito
  • Storage · Early Warning SystemAmerican Poetry Journal · n. 22 · USA
  • The Beasts Who Try to Make Him HumanStrange Horizons · Regno Unito · in uscita
I nomi Poesia civile 5

Chi resta, chi parte, chi viene registrato con un nome provvisorio. Scrivo perché un elenco torni a essere un appello.

  • Inventory of the Grandmothers Who StayedO:JA&L · USAcon lettura critica
  • The Price of the HoursTa Adesa · Ghanatrittico
  • Three Notes · Breaking BreadThe Intima · USA
  • Thursday, Taxi from LinateONE ART · USA
  • The Wrong NounsBeyond Queer Words · Germania · in uscita
Le stanze Narrativa 32

Racconti. Uffici, cucine, corsie, notti senza corrente. Il male, quando arriva, viene da cose che funzionano; il bene, quando arriva, da qualcuno che sbaglia procedura.

Racconti in inglese

  • Distinguishing FeaturesAfrican Writer Magazine · Nigeria · link
  • ClearanceHeavy Feather Review · USA
  • The Office of Managed Decline34thParallel · n. 144 · USA · link
  • The Things We Leave at the DoorThe Open Doors Review · n. 9 «Thresholds/Soglie» · Internazionale
  • Best AdaptabilityKitaab · Singapore · in uscita
  • Case ClosedHare's Paw Literary Journal · USA
  • The Last BreachGriffel · Regno Unito · in uscita
  • The AlgorithmSuperlative · USA · in uscita
  • Step-Ball-Change3Elements Review · USA
  • UnsubscribeGotham Literature · USA · in uscita
  • CallismBath Flash Fiction Award · Regno Unito
  • Recoverable LossSpace and Time · n. 151 · USA
  • I Work in HR and Every Out-of-Office Auto-Reply…Little Old Lady Comedy · USAsatira

Racconti in italiano

  • Il cielo dietro gli occhiL'Appeso · Italia
  • Il PianoRisme · «L’oggetto mancante» · Italia
  • Mettece 'sta facciaTerranullius · Italia
  • Il CapofficinaIl Paradiso degli Orchi · Italia
  • Mutismo selettivoRivista BLAM · Italia
  • L'aggiornamentoCohibeo · Italia
  • La schedaOffline · Italia
  • The SubstanceIn fuga dalla bocciofila · Italia
  • QuietoProelioLab · n. 9 · Italia
  • ControtransfertNido di Gazza · Italia
  • 1982Giulio Perrone · antologia «È come estate» · Italia

Stanze buie — horror, weird, speculativo

  • DermographyThe Literary Hatchet · n. 41 · USA
  • The Vesselhexfiled · n. 1 · USA
  • AkazukinThe Genre Society · n. 9 · USA
  • Last WeekendHorror Sleaze Trash · Australia
  • The Fear DealerDragon Soul Press · vol. 3 · USAdieci drabble
  • The Boy Next Door · The TableparABnormal Magazine · USAdue poesie: restano qui per genere

Letture e audio

  • Forty-NineKaidankai · Giapponepodcast
  • The Mercy ProtocolWILDsound · Canadalettura video

Cerco il punto preciso in cui un sistema perfetto smette di proteggere e comincia a divorare… La forma è il mostro.

Le idee Saggistica 3

Saggi sul potere, sulla forma, e sulla lingua con cui l'uno si nasconde nell'altra.

  • Biodiversità Letteraria: On Hybrid Form and the Page as EcosystemAsymptote · n. 60 · Taiwan
  • The Apocalypse Before DinnerCha: An Asian Literary Journal · Hong Kong
  • The Voice That RemainsThe Intima · Crossroads · USAprosa breve

Tre voci

«This is dystopian lyric, weaponized bureaucracy, interventionist poetry.»
— ballast, editoriale del n. 4.3
«By ending with this unresolved generosity, the poem refuses both nostalgia and despair.»
— Jeff Streeby, Open: Journal of Arts & Letters
Micozzi si fa portavoce della biodiversità letteraria: un modo di scrivere organico e indomito, che rifiuta le classificazioni ordinate care a editori e algoritmi.
— Lee Yew Leong, editor-in-chief, Asymptote, editoriale del 60° numero

Manoscritti

Narrativa

  • PERSI — Protocolli di Scomparsaraccolta di racconti. Horror sistemico e procedurale: l'orrore nasce da istituzioni che funzionano perfettamente, mai dal soprannaturale. Ogni racconto-chiave è un dialogo esplicito con un fantasma letterario — Calvino, Melville, Dostoevskij, Nabokov, Svevo, Saint-Exupéry, Palahniuk.Inedita
  • LUMINANTEromanzo di climate fiction letteraria in formato FilmBook®, dispositivo narrativo di invenzione dell'autore.Inedito
  • OTTO SECONDI. I ragazzi che non dovevano esistereromanzo per ragazzi (11–14 anni), completo e autoconclusivo.Inedito

Poesia

  • Inventario del Vivente / Inventory of the Living — Anthro'po' — then we are gonevolume scritto e lavorato in doppia lingua, italiano e inglese: trentasei poesie in sei movimenti — ecosistemi fragili, specie perdute, tecnologie predatorie, antropologia del futuro, scarti, visioni di rinascita — con prologo e congedo. Il dispositivo: ai piedi di ogni poesia sta un numero verificato, che non spiega il testo ma lo tiene per un piede perché non voli via nella retorica. I numeri sono veri, le immagini no; il libro accade tra i due.Inedito
  • Migrazioni Mediterranee. Il catalogo dei nomi provvisorivolume di poesia documentaria: cinque movimenti intitolati ai venti, cinquantanove testi fra poesie e prose brevi, costruiti attorno alla formula amministrativa che dà il nome a chi non ha più documenti.Inedito
  • BLUE MILK: Evidence from the Anthropoceneraccolta di poesia in lingua inglese.Inedita

Libri

Vetrina editoriale

Indice delle pubblicazioni

Le stesse opere ordinate per rivista e per paese, con i riconoscimenti e i volumi.

01 RICONOSCIMENTI INTERNAZIONALI
  • Pushcart PrizeUSA
    • Inventory of the Grandmothers Who Stayedpoesia · ojalart.comInserita da Open: Journal of Arts & Letters nella rosa dei propri candidati al Pushcart Prize, contestualmente alla pubblicazione della poesia e di una close reading critica dedicata. Il Pushcart Prize è il riconoscimento di riferimento della piccola e media editoria letteraria statunitense.
  • Asymptoteinternazionale
    • Biodiversità Letteraria: On Hybrid Form and the Page as Ecosystemsaggio · n. 60 · asymptotejournal.comSelezionato dall'editor-in-chief Lee Yew Leong per il numero «Notes from the Other Side»: unico testo della sezione Criticism dell'edizione, che raccoglie autori da trentadue paesi.
  • Strange HorizonsUK
    • The Beasts Who Try to Make Him Humanpoesia · in uscitaRivista riconosciuta ai premi Hugo. Contratto firmato.
  • Open: Journal of Arts & LettersUSA Tre selezioni su tre generi distinti, accompagnate da una close reading critica dedicata e da una nomination al Pushcart Prize.
    • Inventory of the Grandmothers Who Stayedpoesia · la poesia · la close readingPubblicata con close reading critica dedicata nella serie HAL (Heuristic Algorithmic Library) e nomination al Pushcart Prize.
    • The Office of Human Remainingnarrativa sperimentale · ojalart.comCategoria Prose Discourse / Fiction.
    • Protocol for Declaring the Human Still PresentpamphletPamphlet autonomo della linea Hot Button Press.
02 Pubblicazioni internazionali

Riviste letterarie

  • American Poetry JournalUSA
    • Storagepoesia · n. 22 · apjpoetry.org
    • Early Warning Systempoesia · n. 22Con registrazione audio d'autore.
  • ONE ARTUSA
  • BALLAST JournalUSA
    • Six Wastessequenza di poesie · n. 4.3 · ballastjournal.com · l'intervistaNumero monografico costruito intorno alla sequenza, con editoriale, intervista all'autore e lettura audio. Nato da un invito della rivista a sviluppare un progetto speciale.
  • GriffelUK
    • The Last Breachracconto · n. 21 · in uscita
  • Hare's Paw Literary JournalUSA
    • Case Closedracconto
  • Gotham LiteratureUSA
    • Unsubscribeflash · in uscita
  • Heavy Feather ReviewUSA
    • Clearance (originale: Bonifica)racconto
  • Bath Flash Fiction AwardUK
    • CallismflashShortlist, rosa di venti racconti; Antologia BFFA.
  • Cathexis Northwest PressUSA
  • The IntimaUSA
    • Three Notespoesia · theintima.org
    • Breaking Breadpoesia · theintima.org
    • The Voice That RemainspostPost della serie Crossroads, nato da «Three Notes».
  • 3Elements ReviewUSA
    • Step-Ball-Changeracconto
  • The Open Doors Reviewinternazionale
    • The Things We Leave at the Doorracconto · n. 9 «Thresholds/Soglie»Rivista bilingue; edizione cartacea e digitale.
  • Poetry Lab ShanghaiCina
    • The Signalpoesia · poetrylabshanghai.comPubblicata con traduzione in cinese a cura della redazione: prima traduzione in cinese di un testo dell'autore.
  • Ta AdesaGhana
    • The Price of the Hourssequenza di poesie · taadesa.orgTrittico: «The Hours We Inherit», «The Hours We Buy», «The Hours We Cannot Translate».
  • ChaHong Kong
    • The Apocalypse Before Dinner: What Japanese Robots Taught Italian Childrensaggio · chajournal.comSezione Exclusives (Non-fiction / Reflection): l'animazione robotica giapponese come vocabolario emotivo di un'infanzia italiana, dall'arrivo di Atlas UFO Robot il 4 aprile 1978. Il testo è accompagnato da fotografie d'epoca dell'autore.
  • KitaabSingapore
    • Best Adaptabilityracconto · in uscita · kitaab.org
  • 34thParallel MagazineUSA
    • Culologytesto visivo · n. 144
    • The Office of Managed Declineracconto · n. 144
  • The Wise OwlIndia
    • Survey of a Mother Tonguetre opere visive · in uscita · thewiseowl.art
  • African Writer MagazineNigeria
  • Double Dutch magazinePaesi Bassi
    • Three Formstesto visivo · n. 7 · in uscitaSerie testo-immagine concettuale in tre moduli.
  • TOB (The Other Bunny)Danimarca
    • Partial Transcript — Call 3 of 7 — 02:14flash · in uscita
    • Voicemail, Not Deletedflash · in uscita
  • SuperlativeUSA
    • The Algorithmracconto · in uscita
  • M58UK
    • Electrocardiogramtesto visivo · in uscita

Genere: horror, weird, speculativo

  • parABnormal MagazineUSA Con endorsement editoriale di H. David Blalock.
    • The Boy Next Doorpoesia
    • The Tablepoesia · in uscita
  • Space and Time MagazineUSA
    • Recoverable Lossracconto · n. 151 · amazon.it
  • HEXFILEDUSA
  • The Genre SocietyUSA
    • Akazukinracconto · n. 9
  • The Literary HatchetUSA
  • Horror Sleaze TrashAustralia
    • Last Weekendracconto
  • Dragon Soul PressUSA
  • KaidankaiGiappone
    • Forty-Nineracconto in audio · kaidankaistories.comPodcast di racconti di fantasmi e soprannaturale, a cura di Linda Gould / White Enso; in onda su Spotify, Apple Podcasts, iHeart Radio, Spreaker, CastBox e GoodPods.

Altre presenze

  • The Ecological CitizenUK
    • Rights of the Earthpoesia · vol. 9 n. 2, pp. 190-191 · PDF
  • WILDsound / Novel Writing FestivalCanada
    • The Mercy ProtocolraccontoIntervista e video reading.
  • Little Old Lady ComedyUSA
    • I Work in HR and Every Out-of-Office Auto-Reply I've Received This Week Has Been From Someone Trapped in a Horror Moviesatira · littleoldladycomedy.com
  • Beyond Queer WordsGermania
    • The Wrong Nounsflash · in uscitaDodicesima antologia queer.
03 Pubblicazioni italiane
  • Il Paradiso degli Orchi
  • Terranullius
  • Rivista BLAM
  • Cohibeo
  • Offline
    • La schedaracconto
  • Risme
    • Il PianoraccontoNumero «L'oggetto mancante».
  • In fuga dalla bocciofila
  • ProelioLab
    • Quietoracconto · n. 9 · PDF
  • Nido di Gazza
    • Controtransfertframmento
  • Giulio Perrone Editore
04 Volumi

Poesia

  • IodioDeposizioni & DannazioniTranseuropa · in uscita
  • ErosfericaIncantesimi & Icone PopTranseuropa
  • Appunti dalla divina tragediaGFE
  • Peccati, Perversioni, PreghiereAttraVerso

Saggistica

  • La legge del sìIl metodo scientifico per costruire consenso e progettare relazioni di successoFrancoAngeli · francoangeli.it
  • Wine PowerDimmi che vino sei e capisci tutto di teWingsbert House / Aliberti

Il presente certificato non ha scadenza. Si rinnova a ogni lettura.